Internet e la nuova narrazione del patrimonio culturale

La narrazione del patrimonio culturale sta cambiando attraverso gli strumenti digitali. Tommaso Raschiatore spiega perché è così importante una buona comunicazione per far conoscere le bellezze che ci circondano e per dare un nuovo slancio al turismo nella Marsica.

Quali sono le strategie più importanti per favorire il ritorno del turismo nella Marsica?

Durante gli anni la mancanza di strutture ricettive adeguate porta ovviamente a una mancanza di turismo, alla mancanza di richiesta – o, perlomeno, ce n’è veramente poca rispetto alle potenzialità infinite di questo posto. Secondo me è un po’ una miniera d’oro che la zona e chi di competenza non è mai stato in grado di sfruttare al cento per cento delle sue possibilità; uno sfruttamento che porterebbe sì ricchezza, ma soprattutto accenderebbe una luce sempre più importante e più forte su tutta la comunità. Quando penso al turismo non penso mai soltanto a quello, ma a tutto il circuito che poi si crea intorno a quella comunità, in questo caso alla Marsica in generale. Sicuramente una mancanza forte del territorio è la mancanza di strategia, nel senso: sappiamo che abbiamo un patrimonio da sfruttare, naturalistico e storico-archeologico, ma non ci sono mai state una serie di proposte ben pensate. Sarebbe proprio questo il punto: pensare insieme per cercare di creare delle strategie attrattive in modo da farsi trovare preparati

Come sta cambiando il modo di raccontare il patrimonio artistico in Italia?

Sta cambiando tantissimo cambia giorno per giorno e basta vedere come i grandi musei, i grandi parchi archeologici e in generale tutto quello che ha a che fare con la cultura si stia adattando alle nuove tecniche di comunicazione e quanto sia essenziale per il patrimonio avere sempre dei consulenti, dei referenti che sappiano gestire questo tipo di attività. Da archeologo posso dire: uno può avere due pietre, ma quelle due pietre, comunicate nel modo corretto e valorizzate nel modo corretto ed incluse in un circuito esperienziale nel giusto modo, possono essere valorizzate e creare un valore aggiunto a tutta la comunità. 

La tecnologia sarà sempre più presente nella divulgazione del patrimonio artistico?

Capita sempre più spesso di vedere mostre in cui non ci sono opere originali – ovvero patrimonio in quanto tale – ma c’è tutta un’esperienza digitale legata a quell’artista. Per quanto riguarda l’esperienza digitale secondo me non può sostituire l’esperienza materiale. A livello di ricerca, meramente di ricerca, è fondamentale che sia tutto disponibile su Internet, in modo che i ricercatori, gli studiosi o anche soltanto gli appassionati e gli interessati, abbiano la possibilità di approfondire il più possibile la propria ricerca. È pur vero però che per me non si può pensare a un’esperienza al cento per cento se non c’è poi la parte materiale.

Tommaso Raschiatore
Archeologo specializzato in Management dei Beni Culturali

1969

1969

L’agenzia statunitense ARPA, istituita dal ministero della Difesa, lancia il progetto ArpaNet, la rete che avrebbe dovuto mettere in contatto i ricercatori delle università americane. Viene stabilito il primo collegamento con quattro istituti universitari: l’UCLA a Los Angeles, l’UCSB a Santa Barbara, lo Stanford Institute e la University of Utah. Viene definito il primo protocollo di collegamento (NCP – Network Control Protocol).

1971

1971

ArpaNet si sviluppa rapidamente: agli inizi degli anni ’70 sono ben 23 i computer collegati tra loro negli Stati Uniti. In quello stesso periodo Ray Tomlinson definisce il programma per lo scambio di messaggi in rete e nasce la posta elettronica.

1974

1974

Grazie al lavoro di ricerca del CNUCE di Pisa nasce RPCNET, tra le prime reti in Europa in grado di competere per efficienza con ARPANET ed altre reti esistenti all’epoca.

1978

1978

Bob Kahn e Vint Cerf definiscono i protocolli TCP/IP. Grazie all’utilizzo dei router le informazioni vengono “impacchettate” con un sistema IP, in modo da farle viaggiare su reti diverse. Un anno dopo Luciano Lenzini, responsabile del reparto Networking del CNUCE, incontra Peter Kirkstein, direttore del dipartimento della Computer science della University College of London, che gli propone di partecipare al progetto di sperimentazione europea di Internet.

1980

1980

Il protocollo TCP/IP viene adottato come standard e comincia la diffusione di Internet. Lenzini scrive a Bob Kahn per chiedere di partecipare al programma di sperimentazione della nuova rete di trasmissione dati promosso dalla agenzia DARPA del Dipartimento della Difesa del Governo USA. Durante una riunione a CNUCE stabiliscono la configurazione del nodo italiano di Internet.