Il lavoro dello psicologo nell’era digitale.

Come è cambiato il lavoro dello psicologo con l’avvento di Internet?
Lo abbiamo chiesto a Mauro Acierno, psicologo clinico specializzato in psicologia dell’emergenza.

Grazie all’avvento di Internet siamo riusciti, come categoria professionale, ad avere un aggiornamento sempre più costante e sempre più ampio. Per quanto riguarda invece la figura dello psicologo, che è un professionista della cura, c’è un po’ di controversia al momento; lavorando vis-à-vis con i pazienti, o almeno quello è l’approccio che generalmente utilizziamo, c’è una problematica evidente, dato che si va a perdere tutto quel lato di comunicazione non verbale. Dall’altro lato l’avvento di internet ha permesso di dare sostegno, supporto ed aiuto a chi aveva delle difficoltà logistiche particolari. Chi non poteva rivolgersi fisicamente ad un professionista della salute mentale ha potuto in questo modo attuare facilmente un piano terapeutico.

Internet ha permesso ai professionisti della tua categoria di “fare rete”?

La nostra è una professione che si rifà molto a al lavoro di equipe, quindi è fondamentale questa multidisciplinarità, avere un contatto sempre costante e diretto con altre figure professionali del settore per cercare di avere un intervento quanto più ampio possibile e quindi offrire un’esperienza di cura e sostegno quanto migliore possibile, va da sé che ovviamente internet in questo c’è stato molto d’aiuto. 

 

Quali sono state le difficoltà vissute nell’ultimo anno?

Inizialmente non è stato facile, soprattutto per quei percorsi attivi che avevo intrapreso e che erano basati sull’incontro di persona. Alcuni pazienti non hanno voluto fare incontri online e ho dovuto rispettare questa loro scelta. Per fortuna, come professionisti sanitari, abbiamo potuto continuare a lavorare presso i nostri studi e abbiamo potuto portare avanti questi percorsi terapeutici. Molti altri invece hanno accettato meglio e più di buon grado la consulenza in videochiamata ed effettivamente, laddove la conoscenza del mio paziente era più stabile, non ci sono stati problemi. Il problema è sorto quando la relazione non era ancora molto forte, per cui abbiamo vacillato un po’.

Quanto si è assottigliato il confine tra identità pubblica e privata?

Le persone generalmente tendono ad aumentare le proprie qualità nella loro immagine pubblica, cioè tendono a mostrare lati di sé che non corrispondono poi alla realtà. È come se le persone cercassero di pompare la propria immagine, e questo rischia di creare delle distanze tra quella che è la propria realtà autopercepita e quella che si vuole far percepire al pubblico virtuale; questo rischia di creare delle crepe all’interno della personalità del soggetto e possono portarla a vere e proprie patologie, che sono legate all’utilizzo erroneo di Internet.

Mauro Acierno
Psicologo clinico e dell’emergenza

✉️  mauroaciernopsicologo@gmail.com
🌐 https://www.mauroaciernopsicologo.com/

1969

1969

L’agenzia statunitense ARPA, istituita dal ministero della Difesa, lancia il progetto ArpaNet, la rete che avrebbe dovuto mettere in contatto i ricercatori delle università americane. Viene stabilito il primo collegamento con quattro istituti universitari: l’UCLA a Los Angeles, l’UCSB a Santa Barbara, lo Stanford Institute e la University of Utah. Viene definito il primo protocollo di collegamento (NCP – Network Control Protocol).

1971

1971

ArpaNet si sviluppa rapidamente: agli inizi degli anni ’70 sono ben 23 i computer collegati tra loro negli Stati Uniti. In quello stesso periodo Ray Tomlinson definisce il programma per lo scambio di messaggi in rete e nasce la posta elettronica.

1974

1974

Grazie al lavoro di ricerca del CNUCE di Pisa nasce RPCNET, tra le prime reti in Europa in grado di competere per efficienza con ARPANET ed altre reti esistenti all’epoca.

1978

1978

Bob Kahn e Vint Cerf definiscono i protocolli TCP/IP. Grazie all’utilizzo dei router le informazioni vengono “impacchettate” con un sistema IP, in modo da farle viaggiare su reti diverse. Un anno dopo Luciano Lenzini, responsabile del reparto Networking del CNUCE, incontra Peter Kirkstein, direttore del dipartimento della Computer science della University College of London, che gli propone di partecipare al progetto di sperimentazione europea di Internet.

1980

1980

Il protocollo TCP/IP viene adottato come standard e comincia la diffusione di Internet. Lenzini scrive a Bob Kahn per chiedere di partecipare al programma di sperimentazione della nuova rete di trasmissione dati promosso dalla agenzia DARPA del Dipartimento della Difesa del Governo USA. Durante una riunione a CNUCE stabiliscono la configurazione del nodo italiano di Internet.