Il ruolo dell’Innovation Manager e le opportunità del cambiamento


Quali sono le nuove opportunità legate all’innovazione? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Castrucci, Innovation Manager e docente presso Dallara Formazione ad Avezzano.

Qual è il ruolo di un Innovation Manager?

Il problema che l’Innovation Manager è chiamato a risolvere, è far diventare la tecnologia un’opportunità all’interno di un contesto aziendale e di mercato. Far diventare la tecnologia un’opportunità significa ripensare i processi e meccanismi, oltre che i valori in cui ci si muove. Quindi un’azienda che vuole cogliere l’opportunità per rinnovarsi non può pensare di introdurre delle tecnologie e di operare esattamente come operava prima dell’introduzione, perché altrimenti non serve. La tecnologia ormai ha una forza dirompente, quindi o noi accettiamo che ci sia una storia dopo la tecnologia diversa dalla storia di prima, o altrimenti la tecnologia è una cosa “nice to have”, ma non ci fa cambiare i risultati aziendali.

Come si vince la paura del cambiamento? 

Una risposta significativa ed efficace, che è molto diffusa nei paesi più avanzati dal punto di vista industriale, è quella del coaching. Che cos’è il coaching? È una maniera antica e moderna di sostenere il capitale umano di un’azienda e di fargli vivere quest’esperienza in una maniera un po’ meno problematica, un po’ più creativa, un po’ più integrata; dove non ci si sente soli davanti a una serie di problemi, ma si cerca di far capire e di far vivere un’esperienza di gruppo positiva motivata da persone valide idee, chiare e voglia di, non solamente di riuscire, ma anche di riuscire con piacevolezza nelle sfide tecnologiche.

Quali settori possono beneficiare maggiormente dell’innovazione tecnologica?

Faccio fatica in questo momento a identificare un settore dove l’innovazione non ci sia stata e non abbia dimostrato la validità. Voglio fare qualche citazione di quello che abbiamo vissuto, per esempio, in questi mesi di lockdown. La produzione dei vaccini che c’è stata in tempi dell’ordine degli 11 mesi è frutto di una profondissima serie di innovazioni tecnologiche, che probabilmente solo 5-6 anni fa non era possibile. Quindi la medicina, in particolare la farmaceutica, ha avuto delle grandissime accelerazioni possibili grazie alle nuove tecnologie, in particolare super-computing e analisi dati.

 

 

Maurizio Castrucci
Innovation / Quality / Energy Manager

1969

1969

L’agenzia statunitense ARPA, istituita dal ministero della Difesa, lancia il progetto ArpaNet, la rete che avrebbe dovuto mettere in contatto i ricercatori delle università americane. Viene stabilito il primo collegamento con quattro istituti universitari: l’UCLA a Los Angeles, l’UCSB a Santa Barbara, lo Stanford Institute e la University of Utah. Viene definito il primo protocollo di collegamento (NCP – Network Control Protocol).

1971

1971

ArpaNet si sviluppa rapidamente: agli inizi degli anni ’70 sono ben 23 i computer collegati tra loro negli Stati Uniti. In quello stesso periodo Ray Tomlinson definisce il programma per lo scambio di messaggi in rete e nasce la posta elettronica.

1974

1974

Grazie al lavoro di ricerca del CNUCE di Pisa nasce RPCNET, tra le prime reti in Europa in grado di competere per efficienza con ARPANET ed altre reti esistenti all’epoca.

1978

1978

Bob Kahn e Vint Cerf definiscono i protocolli TCP/IP. Grazie all’utilizzo dei router le informazioni vengono “impacchettate” con un sistema IP, in modo da farle viaggiare su reti diverse. Un anno dopo Luciano Lenzini, responsabile del reparto Networking del CNUCE, incontra Peter Kirkstein, direttore del dipartimento della Computer science della University College of London, che gli propone di partecipare al progetto di sperimentazione europea di Internet.

1980

1980

Il protocollo TCP/IP viene adottato come standard e comincia la diffusione di Internet. Lenzini scrive a Bob Kahn per chiedere di partecipare al programma di sperimentazione della nuova rete di trasmissione dati promosso dalla agenzia DARPA del Dipartimento della Difesa del Governo USA. Durante una riunione a CNUCE stabiliscono la configurazione del nodo italiano di Internet.