Community online e territorio: alla riscoperta della Marsica


Martina Iulianella,
digital strategist di Impressione – Studio Creativo e cofondatrice di “Discover Marsica”, ci fa avvicinare alla realtà delle community online e alla loro importanza nella vita di un territorio.
Cos’è una community online e come si costruisce?

Una community online alla fine è una community reale, è un insieme di persone accomunate da un progetto, da una passione che riportano sui social. Come si costruisce una community online? Si costruisce come tutti i progetti, quindi iniziando ponendosi degli obiettivi, facendosi delle domande: da dove parto? Dove voglio arrivare? Ma soprattutto, qual è il mio target di riferimento? Sapendo a chi voglio rivolgermi avrò ben definito il mio tono di voce e quindi il messaggio da far arrivare all’utente.

Com’è nato il progetto “Discover Marsica”?

“Discover Marsica” è nata nel 2016 da quattro ragazzi accomunati da una passione, che è quella della fotografia, insieme a quella del territorio: la Marsica. I fondatori sono stati Roberta Di Pietrantonio, Francesco Cerrone, Gianpaolo Angeloni e Martina Iulianella. Abbiamo iniziato con il riportare la nostra esperienza nel digital marketing sui social, nello specifico su Instagram, per questo abbiamo deciso di fondare “Discover Marsica”, che è stata la prima community Instagram della Marsica. La carta vincente di “Discover Marsica” è stata sicuramente la costanza: da cinque anni a questa parte, tutti i giorni, premiamo la foto del giorno che l’utente decide di condividere con noi attraverso i nostri hashtag ufficiali: #discovermarsica e #marsica. L’evoluzione di “Discover Marsica” è stata quella della creazione e dell’organizzazione degli eventi, che consistono in passeggiate fotografiche (venti, trenta persone) in giro per la Marsica. Fotografiamo e spesso decidiamo di coinvolgere guide turistiche locali per far conoscere meglio il nostro territorio. In ultimo quest’anno abbiamo deciso di organizzare un contest, “Autunno Marso” e abbiamo deciso di coinvolgere tre attività locali: Montaldi, Lamps di Genio e Fermento Marso, il birrificio. Negli anni abbiamo visto crescere la nostra community, adesso siamo arrivati a quasi 5 mila follower. Potrebbe sembrare un piccolo traguardo, ma per noi è un grandissimo traguardo, soprattutto perché viene dalla costanza e dalla collaborazione, dalla sinergia di noi quattro founder con la nostra community.

Quali sono le difficoltà più grandi per chi lavora nel mondo della comunicazione digitale?

Difficoltà ce ne sono molte e sono all’ordine del giorno. Tutte, però, vengono ricompensate dalla soddisfazione della consegna di un progetto, oppure di vederlo realizzato. Forse la nota più difficile è far percepire il reale valore del nostro lavoro: forse si vede un post su Facebook, si vede un logo aziendale, però non si capisce che quella è solo la punta dell’iceberg. Dietro ci sono ore di confronto, ore di briefing del team con l’azienda, con la realtà, con il professionista; ci sono sketch, ci sono bozze buttate nel novanta per cento dei casi nel cestino e risultate fallimentari. Però, come dicevo prima, quando tiri fuori un buon prodotto poi è una soddisfazione enorme. Non basta iscriversi alla piattaforma per essere un social media manager o per essere un digital marketer: serve comunque conoscere il background dei social, serve conoscere le piattaforme parallele. Per esempio pensiamo alle inserzioni pubblicitarie: le inserzioni pubblicitarie non si fanno schiacciando un “promuovi” sul post di Facebook, ma attraverso una piattaforma che Facebook ci mette a nostra disposizione che è l’Ads Manager, contenuto nel Business Manager. Sono strumenti professionali che vanno usati con cautela, anche perché parliamo di budget, di investimenti che tiriamo fuori da un’azienda.

Martina Iulianella
Digital Strategist

✉️  info@impressione.net
🌐 https://www.impressione.net/

1969

1969

L’agenzia statunitense ARPA, istituita dal ministero della Difesa, lancia il progetto ArpaNet, la rete che avrebbe dovuto mettere in contatto i ricercatori delle università americane. Viene stabilito il primo collegamento con quattro istituti universitari: l’UCLA a Los Angeles, l’UCSB a Santa Barbara, lo Stanford Institute e la University of Utah. Viene definito il primo protocollo di collegamento (NCP – Network Control Protocol).

1971

1971

ArpaNet si sviluppa rapidamente: agli inizi degli anni ’70 sono ben 23 i computer collegati tra loro negli Stati Uniti. In quello stesso periodo Ray Tomlinson definisce il programma per lo scambio di messaggi in rete e nasce la posta elettronica.

1974

1974

Grazie al lavoro di ricerca del CNUCE di Pisa nasce RPCNET, tra le prime reti in Europa in grado di competere per efficienza con ARPANET ed altre reti esistenti all’epoca.

1978

1978

Bob Kahn e Vint Cerf definiscono i protocolli TCP/IP. Grazie all’utilizzo dei router le informazioni vengono “impacchettate” con un sistema IP, in modo da farle viaggiare su reti diverse. Un anno dopo Luciano Lenzini, responsabile del reparto Networking del CNUCE, incontra Peter Kirkstein, direttore del dipartimento della Computer science della University College of London, che gli propone di partecipare al progetto di sperimentazione europea di Internet.

1980

1980

Il protocollo TCP/IP viene adottato come standard e comincia la diffusione di Internet. Lenzini scrive a Bob Kahn per chiedere di partecipare al programma di sperimentazione della nuova rete di trasmissione dati promosso dalla agenzia DARPA del Dipartimento della Difesa del Governo USA. Durante una riunione a CNUCE stabiliscono la configurazione del nodo italiano di Internet.