Da Fontamara all’Intelligenza Artificiale: trasformazione tecnologica e sociale del territorio

Marcello Ienca, ricercatore in bioetica presso l’ETH di Zurigo, affronta il tema della tecnologia e delle sue ricadute sulle nostre vite e in particolare sul territorio marsicano. L’incontro è stato organizzato dalla community di Marsica Sharing, un progetto nato per condividere saperi e far conoscere nuove realtà del territorio, a chiusura del primo Fucino Internet Festival.

“La storia di Fontamara, il capolavoro di Ignazio Silone, si apre il 1º giugno 1929 quando un mattino nel villaggio non arriva più l’elettricità, la cui fornitura è stata interrotta perché gli abitanti del paese non pagavano le bollette. Sperando di rimediare a questo problema, i contadini del paese firmano una misteriosa “carta bianca”, portata da un granduca della milizia, la quale si scoprirà essere un imbroglio: ovvero l’autorizzazione a togliere l’acqua per l’irrigazione, vitale per i contadini del Fucino, per indirizzarla verso i possedimenti del podestà di regime. Questa vicenda ci testimonia due fatti cruciali dell’uomo moderno: la nostra dipendenza dall’innovazione tecnologica, nonché la possibilità di usare la tecnologia come strumento di potere. Quasi un secolo dopo, in un mondo profondamente mutato dall’incessante trasformazione tecnologica, queste due costanti rimangono invariate, anzi sono forse ancora più evidenti. L’Homo technologicus del 2021 dispone di tecnologie assai più potenti e pervasive rispetto ai contadini di Fontamara, dagli smartphone all’intelligenza artificiale, dalle biotecnologie ai social network. Questo progresso tecnologico però non ha ridotto la nostra dipendenza dalla tecnologia. Al contrario, l’ha amplificata. Allo stesso tempo, la tecnologia è oggi più che mai uno strumento di potere politico e sociale, i cui profili etici e antropologici ci riguardano tutti, nessuno escluso”.

1969

1969

L’agenzia statunitense ARPA, istituita dal ministero della Difesa, lancia il progetto ArpaNet, la rete che avrebbe dovuto mettere in contatto i ricercatori delle università americane. Viene stabilito il primo collegamento con quattro istituti universitari: l’UCLA a Los Angeles, l’UCSB a Santa Barbara, lo Stanford Institute e la University of Utah. Viene definito il primo protocollo di collegamento (NCP – Network Control Protocol).

1971

1971

ArpaNet si sviluppa rapidamente: agli inizi degli anni ’70 sono ben 23 i computer collegati tra loro negli Stati Uniti. In quello stesso periodo Ray Tomlinson definisce il programma per lo scambio di messaggi in rete e nasce la posta elettronica.

1974

1974

Grazie al lavoro di ricerca del CNUCE di Pisa nasce RPCNET, tra le prime reti in Europa in grado di competere per efficienza con ARPANET ed altre reti esistenti all’epoca.

1978

1978

Bob Kahn e Vint Cerf definiscono i protocolli TCP/IP. Grazie all’utilizzo dei router le informazioni vengono “impacchettate” con un sistema IP, in modo da farle viaggiare su reti diverse. Un anno dopo Luciano Lenzini, responsabile del reparto Networking del CNUCE, incontra Peter Kirkstein, direttore del dipartimento della Computer science della University College of London, che gli propone di partecipare al progetto di sperimentazione europea di Internet.

1980

1980

Il protocollo TCP/IP viene adottato come standard e comincia la diffusione di Internet. Lenzini scrive a Bob Kahn per chiedere di partecipare al programma di sperimentazione della nuova rete di trasmissione dati promosso dalla agenzia DARPA del Dipartimento della Difesa del Governo USA. Durante una riunione a CNUCE stabiliscono la configurazione del nodo italiano di Internet.